Soft Skills Journal

SOFT SKILLS ACADEMY - Il mensile dedicato a chi ha grandi sogni da realizzare

biamento perché sempre meno ci dedi- chiamo alla dura pratica e alla costante ripetizione necessarie per imparare cose nuove. Se sei esperto di finanza, leggere ar- ticoli che parlano di borsa o di anda mento del mercato non è esattamente ciò che il cervello intende per “appren- dimento”, perché conosci già la materia. Il vero apprendimento consiste invece nell’allontanarsi dalla propria espe- rienza, da ciò in cui ormai siamo esperti da anni, per tornare a essere princi- pianti di fronte a sfide totalmente nuove. Saprai quindi che stai davvero imparando una cosa nuova quando do- minarla ti richiederà uno sforzo, potrai commettere errori e magari per un certo tempo non ti sentirai a tuo agio, come per esempio imparare una nuova lingua straniera o intraprendere un nuovo sport. A poco a poco, però, mi- gliorerai fino a fare diventare anch’essa un’abitudine. Nonostante le varie controversie e teorie opposte, negli ultimi anni del XX secolo sono sempre maggiori le sco perte a conferma che il cervello adulto mantenga gran parte della plasticità di un cervello in pieno sviluppo: da qui na sce la Neuroplasticità. Il termine Neuroplasticità deriva dal greco plastikos , che significa “plasmato” o “modellato” e possiamo definirla ci- tando le parole di un importante ricer- catore, il dottor Peter Levine: “ La Neu ‐ roplasticità è l’abilità del cervello di assumere nuove funzionalità sulla base di necessità di cambiamento o di azioni per ‐ sonali ”. Questo fantastico potenziale prevede: – la capacità di riparare regioni del cer vello danneggiate; – la possibilità di far crescere e svilup- pare nuovi neuroni (neurogenesi); – l’opportunità di riposizionare neuroni da una regione in cui svolgono un de- terminato compito verso un’altra nella quale possono assumere nuove funzioni e in questo modo modi f icare la rete di connessioni sinaptiche che

Non so se lo sai ma tutto questo è an- che visibile attraverso le scansioni cere- brali: se questi esami si effettuano su persone altamente specializzate in un ambito, per esempio musicisti profes- sionisti che hanno imparato a suonare attraverso un allenamento intenso e co- stante, si possono riscontrare delle de- formità in aree del cervello specifiche. Sebbene queste modifiche aiutino a diventare degli esperti in quel determi- nato settore, l’esperienza accumulata nel tempo rende poi più difficile il cam- biamento. Una delle soluzioni per combattere questo fenomeno è fare in modo che il cervello continui ad apprendere. Se ci pensi, quando sei bambino, tutta la tua vita è un continuo imparare cose nuove e anche molto complesse. Con il passare del tempo questo fenomeno di minuisce e in età adulta, quando smetti di utilizzare la tua mente come potente macchina di apprendimento, ecco che essa inizia a indebolirsi e piano piano a morire. Circa verso i trent’anni, infatti, la salute del cervello inizia a degenerare, a meno che non ci sia un impegno costante nel mantenerlo al lavoro e impegnarlo in un continuo imparare cose nuove. Bisogna però fare una specifica im- portante: “rimanere attivi” non è la stessa cosa di “continuare ad appren de Q re u ”. ello che spesso accade in età adulta, quando ormai abbiamo creato una nostra zona di agio grazie a quello che abbiamo realizzato nella nostra vita, limitiamo la nostra possibilità di cam

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