Editabile N2 F&Sport 2023
ictus, per veri fi care se 2000 UI di vitamina D e/o 1 g di olio di pesce (grassi omega-3) possano ridurre il rischio di sviluppare queste malattie. All’inizio dello studio il valore medio della fi ltrazione glomerulare era di 86 ml/min/1.73 m2 e dopo 5 anni di follow-up la diminuzione media di que sto valore è stata di 12-13 ml/min in tutti i gruppi, senza alcuna differenza signi fi ca tiva tra vitamina D, ω -3 o placebo. Anche i pochi effetti collaterali si sono distribuiti ugualmente nei tre gruppi di trattamento.
LE NEWS di Fitness Instructor ®
La supplementazione mediante vitamina D e acidi grassi ω -3 è stata suggerita quale inter vento per ritardare la diminuzione della funzio nalità renale nei pazienti con diabete di tipo 2, ma l’ef fi cacia di questa prevenzione non è affat to dimostrata. Per veri fi carla è stato realizzato uno studio randomizzato su circa 1.300 diabe tici di tipo 2, di età media pari a 68 anni, tratta ti con uno o entrambi i supplementi in esame, confrontando i risultati con una assunzione di VITAMINA D E OMEGA 3 NEL DIABETE
placebo. I soggetti non erano affetti da ma lattie cardio-vascolari né da forme tumora li; la maggior parte di loro era in terapia con farmaci contro l’ipertensione o il diabete. L’analisi ha costituito una sub-analisi dei dati ricavati dallo studio VITAL. Il National Institutes of Health ha sponsorizzato que sto studio (the VITamin D and OmegA-3 TriaL) in cui sono stati studiati per cinque anni (sino al 2018) 20.000, tra donne di età dai 65 anni e oltre e uomini dai 60 e oltre, senza storia di cancro, malattie di cuore o
de Boer IH, Zelnick LR, Ruzinski J, Friedenberg G, Duszlak J, Bubes VY, Hoofnagle AN, Thadhani R, Glynn RJ, Buring JE, Sesso HD, Manson JE. Effect of Vitamin D and Omega-3 Fatty Acid Supplementation on Kidney Fun ction in Patients With Type 2 Diabetes: A Randomized Clinical Trial. JAMA. 2019, 322(19): 1899-1909.
SPORT E SESSUALITÀ
I rapporti tra sport e sessualità nei maschi rivestono grande interesse per via delle attività motorie e sportive che promuovono fortemente le relazioni. Anche se la letteratura è scar sa, due cose dovrebbero essere prese in considerazione: se e come l’attività fi sica e lo sport influenzano positivamente o negativamente la salute e il comportamento sessuale e/o se e come il comportamento sessuale può influire sulla susseguente performance sportiva. L’esercizio fi sico e lo sport possono di per sé influenzare, positivamente o negativamente, la funzione dell’asse ipotalamo-ipo fi si-testicoli e di conseguenza la salute sessuale e/o riproduttiva dell’individuo. Questo dipende da fattori soggettivi come la genetica e l’epige netica e da diverse variabili riguardanti la pratica di attività sportive (tipo di sport). Se con dotti in modo adeguato, le attività motorie e sportive potrebbero avere effetti bene fi ci sulla salute sessuale nei maschi. Tra cambiamenti dei vari stili di vita che influenzano la sfera sessuale, l’attività fi sica regolare è l’antagonista fondamentale della disfunzione erettile. Gli sport competitivi però possono causare danni e disfunzioni riproduttive e/o sessuali, transitori o permanenti, per azione diretta (traumi dei genitali esterni, disturbi causati dalla sella nei ciclisti, ecc.) o indiretta (ipogonadismo connesso all’esercizio, abuso di stupefa centi, stress, ecc.). L’attività sessuale praticata poco prima di una gara potrebbe influire sulla prestazione sportiva e con i pochi dati disponibili non si può consigliare in merito.
Sgrò P, Di Luigi Sport and male sexuality. Journal of Endocrinological Investigation. 2017 Sep;40(9):911-923.
Yang S, Andras LM, Redding GJ, Skaggs DL. Early-Onset Scoliosis: A Review of History, Current Tre atment, and Future Directions. Pediatrics, Jan 2016, 137 (1) e20150709. Williams BA, Matsumoto H, McCalla DJ, Akbarnia BA, Blakemore LC, Betz RR, Flynn JM, Johnston CE, McCarthy RE, Roye DP Jr, Skaggs DL, Smith JT, Snyder BD, Sponseller PD, Sturm PF, Thompson GH, Ya zici M, Vitale MG. Development and initial validation of the Classi fi cation of Early-Onset Scoliosis (C-EOS). The Journal of Bone and Joint Surgery American Volume. 2014 Aug 20;96(16):1359-67 emivertebre o fusioni costali. Neuromuscolare: la deformità è attribuita in primo luogo ad alterazioni del tono muscolare. Rientrano in questa categoria le scoliosi causate da traumi del midollo spinale, distro fi e muscolari, spina bi fi da, paralisi cerebrali infantili e altre sindromi rare. Sindromica: in questo caso la scoliosi è associata a sindromi che non sono primariamente correlate ad una eziologia strutturale o neuromuscolare. Alcuni esempi sono i disturbi del connettivo, come la sindrome di Marfan, la sindrome di Prader Willi, la neuro fi bromatosi, l’osteogenesi imperfetta. Idiopatica: le curve idiopatiche non hanno una eziologia nota. Rientrano in questa categoria le situazioni con associate altre patologie che non sono ancora state riconosciute in una sindrome. Le scoliosi seconda rie differiscono dalla scoliosi idiopatica in termini di storia clinica, prognosi e, talvolta, di trattamento. Nel 2014 è stata proposta una classi fi cazione delle scoliosi infantili allo scopo di guidare le scelte terapeutiche e valutare gli aspetti prognostici. La loro classi fi - cazione si basa sull’età, l’eziologia, la cifosi, l’angolo di Cobb e la progressione.
SCOLIOSI INFANTILI Le scoliosi infantili possono avere diversa ezio logia. Congenita: la scoliosi si sviluppa da una anormalità o asimmetria a livello della colonna vertebrale o della gabbia toracica. Le malfor mazioni congenite possono essere, ad esempio,
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