Soft Skills Journal

SOFT SKILLS ACADEMY - Il mensile dedicato a chi ha grandi sogni da realizzare

ha due varianti di base: partendo dalla mano chiusa o partendo dalla mano aperta. Lo studio di questo professore ha rivelato che tendenzialmente le persone che vivono in posti più freddi partono a mano chiusa, mentre chi vive in luoghi più caldi parte a mano aperta. Un altro esempio interessante, legato invece alla cultura, è che, mentre noi usiamo la base 10 (motivo che manda in crisi alcuni bambini quando iniziano a comprendere la partizione su base 12 delle ore della giornata), alcune tribù africane, i cui membri sono abituati a camminare a piedi nudi, contano su base 20 perché utilizzano anche le dita dei piedi. È arrivato il momento di spiegarti per- ché ho imparato a contare tre volte. Par tiamo dalla seconda volta. Devi sapere che durante la quarta superiore sono stata all’estero: ho infatti vissuto per un anno in Cina, con una famiglia di Harbin, nell’estremo nord. Andando a scuola lì, oltre a imparare la lingua e la scrittura locali, ho anche imparato il loro modo di contare. Inizialmente assomiglia molto al no stro: a parte il fatto che si inizia solle- vando l’indice, si tratta semplicemente di sollevare un dito alla volta. In questo modo si può arrivare fino a 5. Il bello ini- zia qui, perché in Cina, con una sola mano, arrivano fino a 10: basta usare delle combinazioni di dita, che puoi tro- vare facilmente su Google (allego qual- che foto per farti capire cosa intendo). Adesso conosci un modo per ingan- nare il modo di dire e raddoppiare i po- sti per i veri amici, perché da 5 siamo già passati a 10! Ma se ti dicessi che, invece di raddop- piarli, potresti moltiplicarli per più di 15? E se ti dicessi che con due mani po- tresti moltiplicarli per 200? Ci sono molti modi per contare (se ti interessa l’argomento, ti consiglio vivamente l’ar- ticolo di Nishiyama), ma ce n’è uno che ti permette di battere gli altri con parec chio vantaggio. Lasciami fare una breve introduzione semantica. Computer è un termine

preso dalla lingua inglese, che vuol dire “calcolatore”! Domanda: ti piacerebbe saper contare come una macchina che si chiama calcolatore? Per la rappresentazione interna delle informazioni, i computer usano il si stema numerico binario (invece di quello decimale): due simboli (di solito lo 0 e l’1, oppure “falso” e “vero”) ven gono combinati in tantissimi modi di- versi per rappresentare ogni tipo di in- formazione. Il sistema binario è il migliore per loro, a causa delle caratte- ristiche fisiche dei circuiti, che sono più efficienti se devono gestire solo due va lor I i l . metodo di calcolo che i computer usano, basato sulla somma di potenze di 2 con valore vero o falso, può essere tra- slato alla nostra mano. Questo è il me- todo che ho imparato la terza volta che ho imparato a contare con le dita. Pare complicato ma è più semplice del previ- sto, fidati! A ogni dito viene assegnata una po- tenza di 2: e due possibili valori: vero (dito solle vato) o falso (dito piegato); in altre pa- role: il dito sollevato significa che devi contare il valore di quel dito; il dito pie gato vuol dire che puoi ignorare quel dit U o n . a volta che si conoscono i valori di ogni dito e le possibili posizioni, è solo una questione di agilità digitale e com- binazioni. In questo modo, con una mano si può contare fino a 31. E se si de- cide di usarne due, fino a 1023! Ogni numero da 1 a 31 ha una sola possibile rappresentazione e ogni rap- presentazione ha un solo valore, per cui non è possibile confondersi. Quindi, per esempio, se sollevi sola- mente il medio e l’anulare, ottieni il nu- mero 12 (4+8); se sollevi il mignolo e il pollice, ottieni 17 (16+1) e così via. Utilizzando 2 mani, poi, si può andare molto più in alto, perché sulla seconda mano le potenze di 2 diventano più grandi:

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