Soft Skills Journal
#28 - luglio 2022
GIULIA REMONDINO
“E tu? Sei sicuro di saper contare?”
Lo so, sembra una domanda per un pubblico diverso, più giovane potremmo dire. Ma, in fondo, ne sei proprio sicuro? Io, per esempio, non sono più in età in- fantile, ma pensa che qualche giorno fa mio fratello Stefano mi ha insegnato a contare… con le mani! E questa non è la cosa più clamorosa. Ora, prendimi pure per una lenta ad imparare (ehm ehm), ma si è trattato della terza volta che im- paro a contare sulle dita! Capisco che tu possa essere curioso. Cosa mi può aver costretto ad imparare a contare sulle dita per ben tre volte? Prima di rispondere a questa do manda, però, voglio farti riflettere su qualcosa: il modo di dire “si possono contare sulle dita di una mano” è molto utilizzato per indicare cose che scarseg- giano; che sono rare. Questo modo di dire, però, non è solo tipicamente ita liano: più o meno letteralmente, lo si trova anche in inglese, in francese, in
spagnolo e in tedesco (a te, se vuoi, la ri- cerca in altre lingue). Interessante è anche notare a cosa viene normalmente associato: la vera amicizia. Se fai una ricerca su Google, in- serendo la frase di cui stiamo parlando, la funzione di completamento automa- tico suggerisce proprio la versione com- pleta del proverbio collegata alla parola “amici” (si può anche partire da “i veri amici si…”). Per molti, infatti, i veri amici sono per definizione pochi. Quelli di cui ci si può fidare ciecamente, quelli che ci saranno sempre, pronti ad aiutarci e a sostenerci in momenti duri, senza aspet tarsi niente in cambio; a festeggiare e applaudirci nei momenti felici, quelli a cui piacciamo per come siamo e non per cosa abbiamo o cosa facciamo. Ti voglio invitare a chiederti “per- ché?”. Perché dovrebbero essere pochi? Perché dovrei davvero poterli contare sulle dita di una mano?
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