Editabile N2 F&Sport 2023

Biologia

LLA VITA e della palestra: NAMENTO LA NOIA.

loro qualità della vita viene salvaguardata da staff dedicati. Per questo molti di loro raggiungono età avanzate in condizioni di salute generali più che egregie. Possiamo dire lo stesso della nostra specie? Purtroppo no. Nonostante la medicina e le condizioni ambientali siano molto migliorate negli ultimi tre secoli, gli stili di vita, l’alimentazione, l’esercizio fi sico spesso non sono assolutamente coerenti con la qualità delle pre stazioni assistenziali che vengono messe in campo DOPO. Una volta che l’anziano ha cominciato a manifestare problemi. Per questo si tende a riparare i danni, anziché prevenirli. E riparare i danni dopo una vita di mancanza di esercizio fi sico, di assunzione di alimenti e sostanze nocive, di scarsa qualità del sonno e di stili di vita distruttivi marca la differenza tra la longevità effettiva e quella potenziale. Questo è il paradigma che dobbiamo cambiare. Per assurdo, possiamo affermare che i limiti di longevità poten ziale di molte specie animali sono stati studiati meglio e conosciuti in modo più approfondito di quelli relativi alla nostra specie: sappiamo che l’aspettativa media di vita di un ratto selvatico in natura è di un anno circa, quella di un ratto da laboratorio è più del doppio: due anni e mezzo; ma non sappiamo quale sia l’aspettativa di vita po tenziale di Homo sapiens perché, nonostante tale parametro sia in costante ascesa nel corso degli ultimi cinque secoli, le malattie del progresso negli ultimi cinquant’anni lavorano continuamente ad eroderlo. Lo studio delle popolazioni di centenari della Barbagia, così come quelle delle comunità insulari del Giappone ci stanno aiutando a districare la complessa trama di componenti genetiche e ambientali che potrebbero essere alla base di popolazioni longeve, ma al momento gli unici elementi di sovrapposizione delle diverse comuni-

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