Editabile N2 F&Sport 2023
Il contraltare di questo assunto generale sta nell’osservazione che il tempo trascorso in condizioni di inattività è un fonda mentale fattore di rischio di mortalità per tutte le cause (incluse ovviamente quelle cardiovascolari) (Ekelund et al., 2015), capa ce di impattare in maniera quantitativamente maggiore rispetto ad altri e noti fattori come la condizione di sovrappeso/obesità (in questo caso di circa il doppio) (Ekelund et al., 2015). Sulla base di queste considerazioni, numerose linee di ricerca hanno suggerito che una storia evolutiva che ha incluso uno stile di vita di caccia e raccolta possa essere fi siologicamente vantaggiosa, sia per gli effetti adattativi determinati da un ele vato volume di attività aerobica anche intensa, sia per una ri duzione complessiva dei rischi connaturati con la sedentarietà. A sostegno di questa ipotesi concorre l’assunzione di un mag gior livello di attività fi sica in moderne popolazioni di cacciato ri-raccoglitori rispetto a quella rilevabile in soggetti che vivono in società industrializzate. Sebbene intuibile, questa assunzio ne non si è basata nel tempo su misure oggettive e quantitati ve del livello giornaliero di attività fi sica. Infatti quando queste misure sono state eseguite con rigore i risultati relativi al livello di attività e di dispendio energetico hanno dimostrato un qua dro più sfumato e suggeriscono che questi gruppi possono in realtà avere livelli paragonabili a quelli riscontrabili nelle socie tà più sviluppate (Gurven, Jaeggi, Kaplan, & Cummings, 2013; Pontzer et al., 2012). Consumo energetico quotidiano nei cacciatori raccoglitori: l’esperienza ne gli Hadza della Tanzania Un prezioso esempio di moderni cacciatori-raccoglitori (circa 200 attualmente) ancor oggi ancorato, in gran parte, alle con dizioni di vita ancestrali è rappresentato dalla comunità Hadza della Rift Valley centrale della Tanzania in Africa (a nord, vicino al lago Eyasi). Questa comunità occupa territori africani di cir ca 4.000 km2 un tempo ampiamente abitati dai nostri antenati hominini. Per questo motivo lo stile di vita e la cultura Hadza è stata oggetto di studio da parte di antropologi per molti anni (Marlowe, 2010). Gli Hadza vivono in campi con raggruppamenti che contano circa 5-30, anche se il numero dei campi varia a seconda della stagione e delle risorse disponibili. A causa della rapida tran sculturazione, inclusa la crescente esposizione a medicinali e alimenti trasformati, il tradizionale stile di vita degli Hadza sta ahimè gradualmente scomparendo. Le attività degli Hadza si basano in gran parte sull'acquisizione di cibo. Sono influenza te dall'ambiente e sono soggette a due stagioni distinte: umi da (novembre-aprile) e secca (maggio-ottobre). Ad esempio, la raccolta di bacche e il consumo di miele sono più frequenti durante la stagione delle piogge, mentre la caccia ha più suc cesso durante la stagione secca. Il consumo di tuberi e baobab ricchi di fi bre si veri fi ca tutto l'anno. Sia gli uomini che le donne percorrono diversi chilometri ogni giorno, su terreni collinari e rocciosi, per cercare cibo, raccogliere acqua, legna da ardere e altre risorse e visitare i vicini campi. L’attività quotidiana com prende infatti lo scavo del terreno per la raccolta di tuberi, at tività preminentemente femminile, mentre i maschi si arrampi cano frequentemente sugli alberi sia per la raccolta della legna da ardere sia per l’estrazione del miele. La cura dei bambini è attività prevalentemente femminile.
"I miss my home and the way we lived. Life was easy, there were lots of fruits, animals and there were no bars and no beer. Now we are lost," says Goiotseone. (da Botswana Bushmen: Modern life is destroying us, BBC news 2014). Il popolo San (noto anche come Boscimani) è un gruppo etnico che vive nelle zone ari de di in Botswana, Namibia, Sud Africa, An gola e Zimbabwe. Qui ha trovato il proprio sostentamento attraverso una conoscen za approfondita dell'ambiente. Imparentati con i Khoikhoi, con i quali formano il gruppo Khoisan, abitano l'Africa meridionale da ol tre 20.000 anni (alcuni sostengono 100.000 anni), e sono principalmente cacciatori raccoglitori, famosi per il loro sistema di comunicazione gestuale durante la caccia e per le loro frecce avvelenate con la linfa dell'Euphorbia damarana, che gli è valsa il soprannome di "uomini scorpione". Come ampiamente dimostrato, l’attività fi si ca aerobica regolare (e il relativo consumo energetico) è un elemento chiave di uno stile di vita sano capace di impattare positiva mente sulla durata media della vita, postici pando l’insorgenza di patologie età-correla te potenzialmente mortali.
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